CONSIGLIO COMUNALE. L’aula approva a maggioranza (sei i contrari) lo strumento finanziario 2017

«Sì» al bilancio, battibecco Catania-Bevinetto. Con qualche mese di ritardo (la scadenza di legge era fissata al 31 marzo) e sotto la minaccia di commissariamento da parte della Regione, il Consiglio comunale ha approvato, durante l’estate, il bilancio di previzione 2017. Il sindaco Nicola Catania ha motivato le ragioni del ritardo: «Abbiamo elaborato il bilancio – ha detto – solo quando è stato possibile fare l’accertamento delle entrate, una procedura obbligatoria per legge, che prima del 30 aprile non era possibile fare in nessun comune». La fase di verifica e di allineamento dei conti, soprattutto di quelli della tesoreria unica, ha spiegato Catania, è stata particolarmente complessa: «Le risultanze della Tesoreria debbono combaciare perfettamente con le nostre ed anche in questo passaggio c’è stata una ulteriore perdita di tempo non dovuta alle nostre responsabilità ». Si aggiunga il fatto che l’amministrazione ha ritenuto opportuno, come ha precisato il sindaco, «approvare prima il conto consuntivo, perché nell’eventualità, che si è rilevata essere molto favorevole, di avere un avanzo di amministrazione libero e anche vincolato, se ne potesse tenere conto nella fase di predisposizione del previsionale, in modo da avere a disposizione questi due fondi di riserva». Catania ha quindi rivendicato che «nonostante i tagli perpetrati dal Fondo per le autonomie, abbiamo operato attraverso delle economie generali che mirassero esclusivamente a garantire i servizi fondamentali: refezione scolastica, trasporto gratis per gli studenti, quelli riguardanti le fasce più deboli ed anche quelli concernenti i servizi sociali». Incrementato fondo crediti Il fondo crediti di dubbia esigibilità, che a consuntivo era di quasi tre milioni di euro (2.900.000 per la precisione), è stato prudenzialmente impinguato «in sede di previsione », di ulteriori 450mila euro. Un lavoro, quest’ultimo, svolto sotto l’occhio vigile del revisore dei conti, che, ha evidenziato Catania, «ha potuto verificare anche la metodologia di calcolo». Battibecco con Bevinetto Un battivecco tra il sindaco e Salvatore Bevinetto, a proposito dell’avanzo di amministrazione, ha poi agitato la seduta. «O io non riesco a spiegarmi, oppure lei non capisce », ha detto ad un certo punto Catania. Al che Bevinetto è sbottato: «Lei a me il professore non lo può fare, non ci deve neanche provare perché non è nelle condizioni di fare il professore a me, ha capito? Lei può dire falsità – ha aggiunto alterato il consigliere –, tutto quello che vuole, c’è gente che è disponibile ad incamerarli nella propria mente, io no. Quindi non ci deve neanche provare a dirmi falsità». Catania ha allora abbozzato una replica: «Lei mi ha chiesto un chiarimento ed io sto rispondendo alla sua richiesta; io il professore lo faccio dove lo devo fare, stia tranquillo; qui sto rispondendo in maniera ufficiale ad una sua richiesta». Passano gli emendamenti L’aula ha approvato a maggioranza tre emendamenti tecnici proposti dal responsabile di Ragioneria Giovanni Giambalvo. Uno di questi impinguava il capitolo relativo agli stipendi dei dipendenti per via della sentenza del giudice d’appello di Palermo che ha reintegrato al lavoro, dal primo agosto, uno di loro (Nicolò Accardo), precedentemente licenziato dall’ente. La spesa complessivca per il personale non viene però alzata poiché, da quel che ha detto il sindaco, Salvatore Ficili non ricopre più una posizione dirigenziale, determando un risparmio di risorse: «Lo spazio economico lo stiamo utilizzando per compensare questa nuova spesa non preventivata ». Messa ai voti la delibera ha ottenuto undici voti favorevoli, sei contrari e un astenuto (Libeccio).