Consenso unanime dell’aula per il lavoro svolto dal tecnico Stefano Banaiuto

Cresce il numero dei comuni siciliani che hanno approvato il piano comunale di emergenza. Uno strumento introdotto dalla legge 100 del 2012 e che riporta tutte le informazioni utili al governo del territorio per la prevenzione, la progettazione, la pianificazione delle emergenze sismiche, idrogeologiche e sanitarie. Circa l’86 per cento del territorio regionale è a rischio sismico medio, a cui si aggiunge una percentuale minima di territorio ad elevato rischio. Ad approvare il Piano, a fine agosto, è stato il Consiglio comunale di Vita (tra i pochi in provincia di Trapani). Ad esporre con la massima accuratezza al consesso civico il progetto è stato il tecnico esterno che l’ha redatto, Stefano Bonaiuto: «Questo strumento – ha spiegato – individua i rischi che possono verificarsi sul territorio a danno anche alla popolazione». Sismicità alta Vita rientra nella zona sismica di seconda categoria, quindi può essere interessato da una attività sismica alta. In essere vanno quindi poste tutte quelle attività che riducano i danni, come ad esempio l’adeguamento antisismico delle strutture. Altri rischi riguardano quello idrogeologico che è relativamente basso, a patto che vengano pulite le caditoie e le gronde; il rischio di riversamento di materiale radioattivo sussiste in qualsiasi città, poiché, nonostante la mancanza di industrie che lo producono, del materiale radioattivo potrebbe essere versato sul territorio dai mezzi di trasporto a causa di un impatto. Secondo la mappa stilata dall’ingegnere, sono state individuate sul territorio vitese 18 «aree di attesa» (le aree in cui deve confluire la popolazione a seguito di un evento calamitoso), tra le quali l’area vicino il lavaggio, il viale Europa e via Quasimodo. Tre le aree «di ammassamento» (in cui, in caso di evento calamitoso, verrebbero realizzati i campi delle strutture che dovranno operare sul territorio), come il Centro sociale e l’ex baraccopoli; e due «aree di ricovero », cioè insediamenti abitativi per lunga e media degenza per coloro che devono abbandonare la propria abitazione. Articolato l’intervento del sindaco Fina Galifi, la quale ha espresso parole di lode per il tecnico per «la dovizia e l’attenzione prestata alla stesura del piano, redatto con professionalità e amore per il proprio paese». Il piano andrà portato all’attenzione di tutti i cittadini, che dovranno sapere come comportarsi in caso di emergenza. Un opuscolo verrà consegnato ad ogni famiglia e pubblicato sul sito. «Purtroppo – ha aggiunto la Galifi – riguardo i canali di gronda e le caditoie, il lavoro svolto per la pulitura è vanificato da cittadini incivili che vi gettano la spazzatura dentro otturando i condotti». Il piano è stato approvato all’unanimità ed anche Giuseppe Riserbato, unico rappresentante dell’opposizione presente in aula, ha apprezzato l’impegno del redattore: «Mi associo ai ringraziamenti all’ingegnere che aveva ricevuto l’incarico da me quando ero assessore. Finalmente l’atto è stato portato a termine». Piano opere pubbliche Approvata anche la concessione dei lotti con il relativo canone. Il Consiglio è poi passato alla votazione del Piano triennale delle opere pubbliche, illustrato dal dirigente tecnico Pietro Vella, che ha esposto i lavori di completamento della scuola «Capuana » (collegamento alla fognatura, rifacimento dei soffitti, rinforzo delle fondamenta per migliorarne l’antisismicità). Tra gli interventi previsti nel piano, il rifacimento della rete idrica, che è un colabrodo, l’eliminazione dell’amianto, i progetti di demolizione dei fabbricati pericolanti abbandonati dopo il sisma e la bonifica della discarica abusiva di Baronia. Agostina Marchese

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Consenso unanime dell’aula per il lavoro svolto dal tecnico Stefano Banaiuto
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Vita rientra in una zona sismica in cui altoè il rischio di un nuovo terremoto L’obiettivodel progettoè quello di ridurre i danni in caso di disastro naturale
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