Comune, rischio dissesto Sindacati lanciano appello

Il Comune rischia il dissesto finanziario. Le casse dell’ente infatti languono. All’appello mancano dodici milioni di euro. Effetto del mancato versamento, per anni, dei tributi locali (Imu, Tasi, Tari) da parte di cittadini e imprese. Un problema che intanto si riverbera sulla liquidità. Avere denaro in cassa è indispensabile per pagare gli stipendi ai dipendenti e le fatture ai fornitori. Il capo della commissione straordinaria che amministra il Comune, Salvatore Caccamo, ha fatto più volte palesare, nei mesi scorsi, il rischio crack finanziario. Adesso sono i sindacati a farsi sentire. In particolare la Uil, che per bocca del segretario provinciale del comparto Settore pubblico, Giorgio Macaddino, fa appello alla triade affinché il pericolo possa essere scongiurato. Macaddino paventa peraltro il rischio di un ulteriore peggioramento dei conti dell’ente, «che potrebbe determinare – sostiene – le condizioni del mancato rispetto di alcuni parametri di deficit strutturale ». Macaddino chiede quindi di rifarsi a quanto previsto dalla norme finanziarie relative ai comuni in crisi con la nuova procedura del riequilibrio finanziario pluriennale. Il sindacato mette poi in evidenza come «una eventuale dichiarazione di dissesto comporterebbe, oltre che l’aumento automatico fino alla massima capacità di tutte le misure di tassazione previste, l’immediata fuoriuscita della condizione di contrattualizzati di tutti i lavoratori a tempo determinato, il che determinerebbe un trauma sociale di enormi proporzioni che coinvolgerebbe circa 250 famiglie castelvetranesi». La commissione ha però recentemente annunciato l’avvio delle procedure di stabilizzazione degli «lsu». L’organizzazione sindacale teme però il dissesto e perciò rivolge un ultimo appello alla commissione «affinché possa adottare atti di alta amministrazione per scongiurare tale gravissimo epilogo». Macaddino confida perciò «nelle norme che consentono di approntare misure che scongiurino anche la prima fase di intervento, quella di pre-dissesto, nel caso di mancato raggiungimento dei parametri sugli equilibri di bilancio».