Cannia: «Sindaco non tutela cittadini»

Che lo stato di salute della maggioranza tenda al malaticcio lo conferma il mancato riconoscimento, in una delle ultime sedute consiliari, di un debito fuori bilancio (l’ennesimo) di 9.694 euro per le spese legali relative ad un giudizio civile per questioni inerenti i contributi post-terremoto. Doveva essere quasi un passaggio formale, con l’aula che prende atto del debito, lo riconosce e consente agli uffici il pagamento del creditore. Invece le contraddizioni interne alla coalizione che sostiene (o forse sarebbe il caso di dire sosteneva) il sindaco Catania, sono esplose. Ad attaccare è stato Francesco Cannia (nella foto): «All’interno della delibera – ha sostenuto – non c’è niente. Nulla di ciò che avevamo chiesto agli uffici ci è stato fornito. Uffici che – ha aggiunto – di questo debito fuori bilancio hanno sostenuto, in commissione, di non saperne niente. Abbiamo quindi chiesto la sentenza di primo grado; abbiamo chiesto quella di secondo grado; abbiamo chiesto l’atto di precetto; abbiamo chiesto il pignoramento; abbiamo chiesto di sapere il motivo per cui non si era pagato nonostante i soldi in bilancio ci fossero. Nulla di tutto ciò». Cannia si è pure risentito perché il sindaco Catania, nel suo intervento, aveva velatamente accusato gli avvocati di speculare su casi come questo. «Gli avvocati – ha replicato Cannia – lavorano per difendere i diritti della gente che lei non tutela, né come uomo né come sindaco ». Dopo aver chiesto la trasmisione del verbale della seduta alla Corte dei conti, Cannia ha polemicamente abbandonato l’aula. L’hanno seguito diversi consiglieri e, mancando il numero legale, la seduta è stata sospesa.