Bongiorno e Vaccara. I dioscuri non mollano

Non ci sono solo Pd, Forza Italia e Movimento cinquestelle in corsa per la sindacatura. Anche l’aggregazione civica che a giugno s’era stretta attorno alla candidatura di Erina Vivona pensa di avere buone carte da giocare. A tenere le fila dei due movimenti, «Andare oltre» e «Insieme si può», che sponsorizzano la Vivona, sono rispettivamente Francesco Bongiorno e Ninni Vaccara (nella foto). Il primo è figlio dell’ex sindaco ed ex parlamentare Peppe Bongiorno, e non ha mai nascosto le sue velleità politiche. Da anni spara bordate verso tutti coloro che hanno avuto responsabilità di governo in città. In ciò non si differenzia molto, quindi, dai «grillini», anche se rivendica continuamente il primato della poltica. Quando poi afferma che «non esistono più né destra, né sinistra» si capisce come il suo «taglio» sia prettamente populistico, di quel populismo per cui l’etica della responsabilità è cosa buona solo per i testi di politologia. Anche l’altro «regista», Ninni Vaccara, ex consigliere ferocemente critico nei confronti dell’ex sindaco Errante, pigia spesso sul pedale del populismo, mimando un atteggiamente da tribuno della plebe per cui l’élite di governo va abbattuta prima possibile per evitare che continui a far guasti. L’uno (Bongiorno) e l’altro (Vaccara) sono dioscuri che usano la Vivona come testa d’ariete. Consci di aver speranze pressocché nulle di vincere la battaglia per la sindacatura, puntano, molto più prosaicamente, a lucrare un dividendo elettorale che consenta ad entrambi di farsi eleggere in Consiglio comunale. Con una subordinata: qualora si andasse al ballottaggio (ipotesi alquanto probabile con quattro candidati), potrebbero far pesare i loro voti per ottenere un posto al sole quando il neo sindaco dovrà formare la nuova Giunta. Aspirazione beninteso , anche questa, legittima. Ma forse sarebbe il caso di non ammantare l’operazione di propositi troppo nobili. Il rischio che infatti si corre in questi casi è quello, un domani, di finire sbertucciati.