Bagarre procedurale Minoranza contesta

Una bagarre procedurale ha contraddistinto l’ultima seduta del consesso civico. Alla base della diatriba, così come ha chiarito Nicola Bendici, a nome dell’intera opposizione, la «mancanza di rispetto verso la minoranza». Le lamentele, per il modus operandi del presidente del Consiglio comunale Lorenzo Cascio (nella foto), sono una costante. Più volte la disquisizione si è basata sulla messa a disposizione, nei tempi regolamentari, dei documenti relativi ai punti all’ordine del giorno (che non compete direttamente al presidente dell’aula, invitato però a vigilare e a tutelare tutti i consiglieri). Nell’ultima seduta, nella fase preliminare, dopo che è stata bocciata una pregiudiziale posta dalla minoranza, l’opposizione ha abbandonato l’aula. La pazienza, come hanno precisato i consiglieri di opposizione, «si è esaurita». Dopo avere ricevuto la convocazione della seduta in via ordinaria per il 29 marzo, il presidente ha inviato un’altra nota con la quale veniva trasformava, «quasi in modo dittatoriale», la medesima seduta in urgente e straordinaria. L’urgenza, come ha spiegato Cascio, era dovuta all’approvazione della tariffa sui rifiuti, che doveva avvenire entro il 31 marzo. I consiglieri di minoranza hanno chiesto di rimandare di un giorno la seduta, «per sanare il vizio di legittimità e consentire al segretario generale di esprimersi circa i rilievi avanzati». «Ogni volta che le minoranze hanno cercato di fare delle proposte alternative – hanno scritto in un documento – sono state sempre tenute in scarsa considerazione, calpestando la dignità di tutti quei cittadini che gli hanno dato mandato di rappresentanza». Sferzante la replica della maggioranza, secondo la quale sarebbe stato «messo in scena un coup de théâtre per mero tornaconto politico ». Le motivazioni addotte dalla minoranza vengono quindi giudidate «pretestuose e strumentali». Per i consiglieri di maggioranza «l’interesse dei cittadini dovrebbe essere superiore a qualsiasi contrapposizione politica ».