Approvato il piano dei costi per il servizio rifiuti

Il Consiglio comunale, nella seduta convocata d’urgenza dal presidente Giuseppe Internicola il 31 marzo, ha approvato a maggioranza il Piano dei costi del servizio di igiene urbana per la determinazione della Tari, la tassa sui rifiuti. Il servizio costerà 270mila euro. Le prime riduzioni, grazie al fatto che il Comune si è riappropriato della gestione, cominciano a vedersi. Come ha sottolineato lo stesso Internicola, che ha invitato i consiglieri a confrontare il «Pef» in discussione con quello degli anni precedenti. Chiusa l’isola ecologica Il risparmio maggiore deriva dal fatto che adesso il servizio viene appaltato a ditte esterne, che per partecipare alla gara offrono un ribasso sulla base d’asta. In più, a Vita, per contenere i costi si è deciso di chiudere l’isola ecologica. Una decisione comunicata all’aula dal responsabile dell’Area Tecnica del Comune, Pietro Vella, e che non è però piaciuta ai consiglieri di minoranza. «Partendo dal presupposto che si fa la raccolta differenziata – ha spiegato Vella – e dal fatto che la Regione ci impone di raggiungere alte percentuali di differenziazione, l’isola ecologica viene vista solo come soluzione d’emergenza. Pertanto – ha aggiunto il capo dell’Utc – non necessita della presenza costante di personale». Vella ha anche chiarito che il risparmio poteva essere maggiore, «ma per legge abbiamo dovuto riassorbire il personale di “Belice Ambiente”». Sebastiano Simone ha concordato sul fatto che il servizio sia migliorato, ma ha precisato che «i cittadini chiedono quando riaprirà l’isola ecologica ». Vella ha quindi dovuto ribadire che se si decide di spingere al massimo il pedale della differenziata, bisogna essere consequenziali, altrimenti «la Regione, ove non si raggiungessero i livelli richiesti, finirebbe per bloccare i trasferimenti erariali». Una sanzione che un piccolo Comune quale è Vita non può certo permettersi. Di conseguenza – è sempre il dirigente dell’Ufficio tecnico a sottolinearlo – si deve potenziare la differenziata, e pertanto occorre sensibilizzare la collettività ». Riserbato non si commuove Giuseppe Riserbato non s’è fatto però ammorbidire dalle spiegazioni tecniche fornite, ed ha anzitutto lamentato il fatto che la minoranza non sia «mai stata coinvolta nella predisposizione del Pef», arrivato peraltro in aula «come sempre all’ultimo minuto, con un Consiglio comunale convocato d’urgenza». Anche sull’isola ecologica Riserbato ha voluto dire la sua: «L’isola ecologica è un incentivo per i cittadini». Ed ha ricordato che, quando lui era assessore, era stato predisposto un regolamento per aumentare gli incentivi per coloro che conferivano le frazioni nobili proprio all’isola. Quindi la ricetta: «Gli operai che lavorano qualche ora per la raccolta, nelle restanti ore possono andare all’isola ecologica». Dello stesso parere non s’è mostrato il vicesindaco Baldo Accardi, che è tornato a sottolineare i risparmi derivanti dal piano di intervento all’esame dell’aula: «In più – ha aggiunto – è sotto gli occhi di tutti il miglioramento del servizio» D’Angelo oppositore duro Più duro di Riserbato è stato il capogruppo dell’opposizione Sebastiano D’Angelo. Se infatti, alla fine, al momento del voto, sia Riserbato che l’altra consigliera di minoranza presente, Cristina Accardo, si sono astenuti, D’Angelo ha invece votato contro la delibera, senza «se» e senza «ma»: «Sono sempre stato contrario all’Aro – ha argomentato – e questa amministrazione, come le altre, non si è ribellata di fronte alle scelte della Regione». D’Angelo ha quindi voluto sottolineare che «la bolletta è sempre quella» e che quindi «il risparmio, il cittadino non lo vede».