Approvato il Documento di programmazione

CONSIGLIO COMUNALE. L’aula dà il «via libera», all’unanimità, alla delibera che detta le linee strategiche del triennio. Il primo atto propedeutico al bilancio 2018 è passato in Consiglio comunale nella seduta del 28 novembre. L’aula ha dato il via libera all’unanimità (fatto singolare) al Documento di programmazione, che contiene le direttrici lungo le quali si muoverà l’amministrazione nel prossimo triennio (il Dup ha infatti valenza triennale, anche se va presentato ogni anno). Piano di stabilizzazioni La novità di rilievo contenuta nel documento programmatico è il nuovo piano del fabbisogno del personale, che consentirà la stabilizzazione, nei prossimi tre anni, di tutti i lavoratori precari in servizio nell’ente: i 37 lavoratori socialmente utili e i 18 «asu» (che percepiscono un assegno di sussidio dall’Inps per le dodici ore di attività settimanali che svolgono e che passeranno a diciotto ore). Un passaggio storico, come ha sottolineato il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Di Stefano, che ha ricordato che la stabilizzazione dei precari era uno dei punti salienti del programma amministrativo con il quale la coalizione che sostiene il sindaco Lombardino vinse le elezioni nel 2013: «L’avevamo messo nero su bianco – ha precisato –, prendendo così l’impegno che, compatibilmente con le norme in materia e le risorse finanziarie disponibili, avremmo stabilizzato i precari. Di questo risultato – ha aggiunto Di Stefano – va dato atto al sindaco, alla Giunta e ai tecnici che vi hanno lavorato, il segretario Vito Bonanno e la responsabile dell’Area finanziaria Mimma Mauro». L’operazione è stata possibile sfruttando il decreto del ministro della Pubblica amministrazione Madia: i pensionamenti del prossimo triennio (in totale saranno dodici i dipendenti che andranno a riposo tra il 2018 e il 2020), libereranno risorse assunzionali per oltre 300mila euro. «Possiamo farla – ha sottolineato il sindaco Giuseppe Lombardino – perché il Comune è finanziariamente virtuoso e non si trova in una condizione di rigidità strutturale ». La spesa sostenuta dall’ente per il personale in servizio è infatti il 45 per cento del complesso della spesa corrente, abbondantemente sotto, quindi, la soglia critica del 50 per cento. I consiglieri di minoranza presenti (Genco, Pernice e Pipitone) non hanno mosso obiezioni. Rosaria Pipitone, nel sottolineare il saldo demografico negativo che rischia di far scendere la popolazione sotto i cinquemila abitanti per la prima volta nella storia recente, ha invitato l’amministrazione a fare di più, specialmete nel provare a investire ancora maggiori risorse nel tentativo di drenare l’emigrazione. In tal senso ha reputato positiva la norma «salva-borghi» varata recentemente dal Parlamento. «Tutto ciò che possiamo fare, lo facciamo», ha risposto il sindaco, che si è comunque detto «aperto ad eventuali proposte che arrivassero anche dalla minoranza». «Il processo di desertificazione demografica e sociale – ha aggiunto il presidente Di Stefano – è in atto da tempo in tutto il Mezzogiorno e ormai interessa anche il resto del Paese, in particolare le zone rurali, che sempre più si spopolano a vantaggio delle aree metropolitane. Per tantare di rallentare tale trend, dal momento che fermarlo è impossibile, l’unica soluzione è quella di investire quante più risorse economiche nelle aree interne». Presto l’assistente sociale Nel Dup è prevista anche, come ha spiegato il sindaco, l’assunzione di un assistente sociale («per dodici ore settimanale ») e quella degli assistenti alla comunicazione che affiancheranno, nelle scuole, gli insegnanti di sostegno. «Uno sforzo ulteriore – l’ha definito Lombardino – nel settore cruciale dei servizi sociali».