Alberto Drago, il maratoneta del deserto

Occhi neri, uno sguardo e un sorriso che difficilmente si scorda. Alberto Drago, 38 anni, è uno di quei salemitani andati via dalla propria città per motivi di lavoro. Finiti gli studi a Palermo si è infatti trasferito a Milano. Sacrificando il poco tempo libero che ha a disposizione (lavora come esperto di sicurezza informatica), segue la sua passione per la corsa e la maratona nello specifico, allenandosi duramente. E alla maratona giunge dopo aver provato, tra gli altri, il nuoto, il ciclismo e il triathlon. Nel 2016 decide di prepararsi per una gara di 250 chilometri nel deserto del Sahara. Il 9 aprile scorso, insieme ad altri 32 atleti italiani, parte per quella che viene definita dagli addetti ai lavori la più dura competizione che un atleta può affrontare: la marathon des sabbles (maratona del deserto), una delle più affascinanti ed impegnative corse del pianeta e che si svolge nel sud del Marocco. Alla competizione partecipano persone provenienti da tutto il mondo. Ogni concorrente deve portare con sé uno zaino contenente l’acqua, il materiale per la propria sopravvivenza giornaliera, bussola e generi di pronto soccorso personale in uno zainetto che non può superare i 15 chili. Una sfida affrontata ma non superata nel 1994 da Mauro Prosperi, esperto maratoneta, che si perse per nove giorni a causa di una tempesta di sabbia. Il 15 aprile ha completato la gara, attraversando metà del percorso in piena notte, accompagnato dalla luce di una torcia a led sulla testa, ed ha dimostrato, per primo a se stesso, che le sfide sono ciò che rende la vita interessante e il loro superamento è ciò che la rende significativa. Giovanni Monaco