AGRICOLTURA. La richiesta arriva dalla «Copagri». Coltivazioni, calamità

La persistente siccità e la gravissima crisi idrica metteranno a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole della provincia. È l’allarme lanciato da Pino Aleo, presidente provinciale della «Copagri», la Confederazione dei produttori agricoli. «L’intervento del governo regionale – spiega Aleo – è di vitale importanza». Le scarse piogge del periodo invernale e le alte temperature estive hanno anticipato la maturazione e distrutto raccolti, soprattutto nel settore vitivinicolo. Per questa ragione la «Copagri» chiede iniziative «urgenti e coraggiose, senza perdere tempo e senza proclami populistici, per sostenere un comparto vitale per l’economia provinciale». La situazione è drammatica in tutto il territorio, con pesante contrazione dei raccolti. «L’assenza di piogge – precia Aleo – sta condizionando tutta la produzione viticola, dai bianchi ai rossi, con perdite, finora stimate, oltre il 40 per cento». Conseguenze pesanti anche per gli allevamenti: «Le aziende zootecniche non riescono a coprire il fabbisogno alimentare del bestiame. Gli allevatori sono costretti a comprare sul mercato foraggi e mangimi con notevoli aggravi di spesa sui bilanci aziendali ». Per tutte queste ragioni la «Copagri» ha chiesto la proclamazione dello stato di calamità ed inviato una lettera all’assessore regionale dell’Agricoltura Cracolici per un pronto intervento a sostegno dell’agricoltura siciliana e soprattutto di quella trapanese. Cracolici aveva già chiesto un monitoraggio della situazione alle sezioni territoriali dell’Ispettorato dell’agricoltura; monitoraggio che è stato ultimato nelle scorse settimane e di cui si attendono gli esiti.